Le vaccinazioni costituiscono una pratica essenziale nella cura dei nostri amici animali, soprattuto per i cani e per i gatti. Che si tratti di un cucciolo acquistato da un allevamento, di un tenero cagnolino preso dal canile, o di un trovatello adulto, è sempre indispensabile assicurarsi di essere adeguatamente informati e attenti dal punto di vista della profilassi vaccinale.
Vaccinazione per cani e per gatti, quando iniziare
Il principio base di una adeguata e corretta profilassi vaccinale è la prevenzione di specifiche patologie che possono colpire i nostri amici, attraverso un'attiva stimolazione del sistema immunitario del soggetto. è fondamentale infatti che i nostri amici abbiano un sistema immunitario adeguatamente preparato e che siano provvisti della sufficiente protezione, per essere in grado di fronteggiare e reagire a insulti esterni che potrebbero rivelarsi dannosi.
Prima dell'intervento vaccinale i nostri amici hanno già acquisito una prima 'linea di protezione' dalla madre, in due momenti: durante la vita in utero e al momento della nascita. La placenta del cane infatti è di tipo endoteliocoriale, e consente il passaggio solo di una limitata quantità di anticorpi (10-12%) dalla circolazione materna a quella fetale. La restante quota anticorpale verrà fornita, sempre dalla madre, nelle prime ore di vita attraverso l'assunzione del colostro o anche detto 'primo latte'. Questo secreto non contiene solo anticorpi ma anche fattori antimicrobici molto utili per il nostro amico, come lisozima, lattoferrina, cellule leucocitarie ecc. Il colostro, deve essere assunto dal cucciolo durante le prime ore di vita: infatti una sua regolare assunzione ed un appropriato assorbimento consentirà il trasferimento al cucciolo del 95% degli anticorpi materni. La protezione così fornita dalla madre si riduce progressivamente fino ad arrivare ad esaurirsi del tutto, a causa della limitata emivita degli anticorpi contenuti nel colostro. Per questa ragione i programmi di profilassi vaccinale partono intorno ai due mesi di età, quando cioè gli anticorpi materni diminuiscono.
Immunintà duratura e specifica con la vaccinazione
Il vaccino non è altro che un 'preparato' che viene iniettato ai nostri amici in modo da fornirgli gli agenti eziologici responsabili delle malattie verso cui vogliamo proteggerlo, opportunamente modificati e resi apatogeni. Il nostro obiettivo sarà quello di mimare un'infezione naturale, che consentirà di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi protettivi, senza arrecare danni al soggetto. L'immunità così conferita al soggetto si definisce immunità attiva artificiale. Cerchiamo di approfondire questa definizione: immunità artificiale, perchè è dovuta all'intervento esterno al soggetto e non ottenuta mediante una 'naturale' stimolazione del sistema immunitario; ed attiva, perchè assai diversa da quella fornita dalla mamma, che invece è passiva e che si ottiene dal semplice trasferimento di anticorpi da un soggetto immune ad uno sprovvisto di protezione. Nel caso della vaccinazione invece, e quindi di una immunità attiva, non ci si limita ad un trasferimento anticorpale, ma alla stimolazione e attivazione di tutti i meccanismi di riconoscimento e di difesa messi in atto da parte del sistema immunitario, che determineranno una risposta attiva dell'organismo del soggetto.
L'immunità fornita con la vaccinazione, quindi, consta di due caratteri essenziali. Essa è:
- duratura: in quanto è responsabile di una risposta immunitaria operata da cellule specializzate ed induce una memoria immunologica affidata a specifiche cellule della memoria.
- specifica: verso gli antigeni del microrganismo agente di infezione contenuto nel vaccino (o più d'uno, nei casi di vaccinazione rivolta verso più agenti eziologici).
La specificità, unita alla maggiore durata di azione e maggiore efficacia nei confronti di esposizioni successive, è una caratteristica peculiare e distintiva dell'immunità attiva rispetto all'immunità innata. Ovviamente però tale stimolazione, mimando un'infezione naturale, potrebbe generare l'insorgenza di sintomi lievi come ad esempio febbre, letargia, dolore nell'area dove è stata eseguita la vaccinazione. Per questo motivo è fondamentale che il medico si accerti dello stato generale di benessere del soggetto, valutandone le condizioni di salute in modo da evitare di sottoporre a tale pratica soggetti debilitati o affetti da concomitanti patologie. L'effetto della vaccinazione infatti, su un soggetto del genere, potrebbe determinare problematiche.
La vaccinazione del cucciolo
Da quanto detto quindi, la prima 'fase' di somministrazione dei vaccini è di fondamentale importanza per la tutela del nostro cucciolo; è necessario sapere, tuttavia, che bisogna sempre mantenere un elevato livello di protezione, attraverso dei periodici richiami di quei vaccini effettuati nei primi mesi di vita, impedendo ai livelli anticorpali di abbassarsi e costituire un rischio per i nostri amici. Stabilire ed impostare un piano vaccinale è a tutti gli effetti una pratica medica che deve essere eseguita dal nostro veterinario. Sarà lui infatti che ci informerà e ci indicherà l'opportuno piano vaccinale per il nostro amico, compreso dei necessari richiami in base alla singola condizione ed esigenza.
Vaccinazione animali, sicurezza anche per gli umani
Infatti, per quanto la vaccinazione sia una pratica routinaria, può essere diverso il suo protocollo a seconda dei soggetti, sia se si considera l'età che la localizzazione geografica in cui essi vivono. Sarà infatti necessario stabilire un piano vaccinale ad hoc sia per un soggetto che, ad esempio, stiamo adottando da adulto e del quale non conosciamo lo stato immunologico, sia di un soggetto che vive in zone con condizioni epidemiologicamente diverse rispetto ad un altro.
Ricordiamo inoltre che, avere eseguito tutte le opportune vaccinazioni è fondamentale anche quando si deve compiere un viaggio con il nostro animale per il quale è richiesto il passaporto. Sul passaporto dei nostri amici infatti, saranno obbligatoriamente indicati e riportati alcuni tra i trattamenti più importanti da un punto di vista igienico - sanitario secondo quanto descritto dalla normativa vigente. La vaccinazione quindi è una pratica fondamentale per i nostri amici, ma va anche intesa e considerata nell'ottica della sanità pubblica. Vaccinare i nostri animali consentirà infatti di mantenere anche sicuri noi e i nostri bambini dal rischio di contrarre gravi zoonosi (malattie direttamente trasmissibili da animale a uomo).
Ovviamente bisogna considerare che la vaccinazione non è un metodo sempre 'infallibile'. Talvolta è possibile che i ceppi patogeni abbiano subito delle modificazioni che li rendono più resistenti; pertanto, come sempre accade quando si tratta di biologia, non c'è nulla di sicuro e nessun rischio completamente annullato. Ecco perchè è importante rispettare sempre e al meglio le indicazioni mediche: solo così potremo aiutare il nostro amico a raggiungere un adeguato grado protettivo, indispensabile per la sua salute e cercare di evitare, il più possibile, l'instaurarsi di eventi e condizioni patologiche.
Come in ogni caso, come in ogni specie, la più grande forma di amore è la prevenzione.

